emanuele giannelli
home      /     biografia      /     opere      /     news      /     critiche      /     rassegna stampa      /     esposizioni      /     progetti IT | EN
critiche
Stefano Frascarelli

Le sculture di Emanuele Giannelli congelano la condizione umana attuale e ce ne sottopongono una visione che potrebbe non piacere: è possibile, addirittura probabile, che il mondo contemporaneo stia trasformando sostanzialmente l’uomo e che una delle caratteristiche salienti di questo nuovo essere sia paradossalmente una carenza di umanità.
Nessuno potrà affermare tale verità in modo inconfutabile ma la sensazione è che a governarci siano sempre più codici numerici e non codici morali.



Testo di Gianluca Marziani da "L'ARCO DELLA GRAVITA'"  Villa Bertelli, Forte dei marmi (LU)

Giannelli ha scelto di ritornare a  una produzione più classicheggiante, nella sua personale di quest'anno a Villa Bertelli di Forte dei marmi,L'ARCO DELLA GRAVITA' lo scultore pone al centro del suo obbiettivo artistico il corpo umano espresso con talento e forza espressiva.  
Ha tarato lo sguardo sul flusso orizzontale della scultura classica, ritrovando materiali atavici, tecniche consolidate e risultati carichi di radici.
In parallelo, benché le eredità siano visibili, non afferri mai il totale, l’opera sfugge verso l’inaspettato e lo slittamento semantico. Sta qui l’indizio del continuo presente dentro un certo modo di intendere la scultura: e Giannelli si conferma scultore nel senso pregiato del termine, alimentando l’asciuttezza del fattore tecnico, secondo codici riconoscibili e propri, adeguati ai temi del presente.
A una certa idea del presente il passato s’innesta nel futuro, la fisionomia “nostra” sembra racchiudere una diversa vita organica, forse aliena, forse postumana, forse umanoide...in fondo, Giannelli ci invita a non fermarci davanti alle somiglianze tra noi e le sculture; al contrario, aizza lo sguardo contro il conformismo visivo e morale, ritrovando l’energia cosmogonica di Constantin Brancusi, la drammaticità di Alberto Giacometti, artisti che immaginavano mondi paralleli, livelli onirici, altre culture e altri mondi, senza fermarsi all'impronta dell'apparenza.
Da questa parte, come spettatori emotivamente coinvolti, ci siamo NOI, sculture viventi che s’integrano nel paesaggio gravitazionale di Giannelli.
Qualcosa ci unisce più di quanto crediamo. La loro natura esterna somiglia alla nostra natura interiore. Natura e Cultura diventano la stessa cosa.



Testo da “TO LIE OR NOT TO LIE” di Anna Lo Presti

Prezioso il lavoro di Emanuele…per il lavoro in sé e per l’affannosa ricerca di raccontare l'uomo contemporaneo:
si sommano la leggerezza del corpo, la naturalezza dei movimenti, sempre con la ricerca di quel sollevarsi da terra dove mai lo sforzo che i suoi corpi raccontano è e sarà stato inutile.
Assolutamente conoscitore del corpo umano, non ne fa un lavoro simbolico, non lo usa come oggetto ma come una traccia nel tempo presente.
Il modellato stesso, quando deve, è capace di quella traccia accademica.
L'uomo contemporaneo, suggerisce Emanuele con il suo "fare" arte, è alla ricerca continua forse di superare la paura, il principio del suo limite, la paura di esistere.
Forse da qui molti dei suoi fallimenti.



Testo di Luca Beatrice estrapolato dal catalogo "Blocks"

Giannelli segue la filosofia del contemporaneo, come molti artisti della nostra generazione,
cresciuti sulle derive post-industriali: che il meccanismo alienante dell'iperproduzione, glorificato
nei mostruosi santuari su cui si aggrappano le periferie urbane, possa contenere un altrettanto marcato desiderio di opposizione, di ribellione, di esaltazione della differenza.
Quella cultura post-industriale, che avrebbe voluto trasformare tutto nel mega store dell'infelicità umana tra fabbriche, prodotti e consumi, ha invece esaltato l’anima del diverso.
Primo strumento di indagine il corpo, primo vettore di una logica di ribellione dal sistema: portarne su di sé i segni (dal tatuaggio al rave, dallo stato di allucinazione allo scontro di piazza) ha significato sottrarre il soggetto-oggetto al possibile meccanismo di mercato.
Il corpo è fluido e schizza via, si espande e si contrae senza mai fermarsi. Per questa ragione la post-industrializzazione alternativa si è espressa soprattutto attraverso il connubio tra due immaterialità: corpi e suoni. I rumori ottenuti con gli strumenti del sistema lavorativo, se esasperati, esasperanti e parossistici, ribaltano l’unitarietà alienante e addomesticata per diventare urlo, pericolo, urgenza, allarme.



Testo critico di Antonella Serafini tratto da "IN CONTEMPORANEA"

Emanuele Giannelli,  delinea la condizione umana evidenziandone fin dalle prime opere gli aspetti di precarietà.
Marca con forza la irreparabile omologazione degli individui con la creazione di replicanti, accentuando il senso di angoscia con l’utilizzo di forme o simboli che rimandano alle atmosfere di Blade Runner, ai conflitti di emozioni imprigionate in esseri dalla dimensione al tempo stesso umana e robotica, For Timothy come  Haida.
In questa prospettiva assumono particolare importanza le scelte dei materiali e dei componenti degli assemblaggi, prevalentemente plastiche, resine ed oggetti di recupero, “scarti”.
L’elemento della ripetitività caratterizza tutta la sua produzione, la serialità passa dall'essere umano ai paesaggi e viceversa.
Giannelli agisce ora sul doppio fronte dell’uomo e del suo ambiente urbano: con il trascorrere del tempo la condizione esistenziale non migliora.



SOSPESI di Rebecca Delmenico

Valore autentico in un artista è il coraggio nel percorrere nuove strade sperimentando e continuando nella ricerca, rimanendo fedele alla propria linea concettuale.
L'indagine è un elemento vitale, l’embrione da cui scaturisce la vis dell’opera, e questo è senza dubbio il principio attivo che incita Emanuele Giannelli a continuare, nel corso degli anni, la propria analisi che ha come file rouge l’uomo.
L’artista proietta, con le proprie creazioni, un impegno, ritenuto atto dovuto verso l’essere umano, cercando di porre interrogativi che scuotano le coscienze.
Il background culturale di Giannelli si muove attraverso le contaminazione tra i suoni elettronici del movimento industrial (Ministry, Einstürzende Neubauten),nei temi del post-industriale e del cibernetico, espressi da autori come Roy Bradbury e Philip Dick, toccando contenuti cari alla letteratura cyberpunk: l’ibridazione, i replicanti, la tecnocrazia, la ripetizione come teorizzata da Deleuze nell'opera "Differenza e ripetizione", nella quale il filosofo non intende la differenza come pura negazione; al contrario la differenza è concepita come affermazione pura, come atto creativo.
emanuele giannelli

(+39) 366 1843396
info@emanuelegiannelli.it
facebook
instagram
menù

home
biografia
opere
news
critiche
rassegna stampa
esposizioni
progetti
news

Assisi
dal 24/09/2016 al 23/10/2016
Minigallery Assisi
Contemporary Art
Viareggio
dal 11/06/2016 al 31/07/2016
Identità Alterate
Villa Argentina
2017 - lo Script, Web Agency